Loro sono alcuni migranti africani ospiti del centro di accoglienza transitorio del Parco Roja, a Ventimiglia, sorpresi la scorsa notte da alcuni operatori mentre armeggiavano nelle cucine.

Un “furto”, o meglio un’appropriazione indebita, di poco conto, certo, ma che ha subito scatenato un mare di polemiche, più che altro per il principio in sé. I volontari della Croce Rossa si sono limitati a redarguire i migranti, ricordando loro che se hanno fame, possono pure chiederlo il formaggio, senza per forza servirsi in maniera autonoma.

Un episodio subito strumentalizzato dagli attivisti del collettivo “No Border” che da una parte accusano i gestori del centro di dare poco cibo ai migranti e dall’altra si scagliano contro il sindaco del Pd, Enrico Ioculano, reo di aver emesso un’ordinanza che vieta – tranne alle persone autorizzate – la somministrazione del cibo ai migranti, per strada, per motivi igienici e, in particolare, per evitare intossicazioni alimentari. Dalla loro pagina Facebook, i No Border fanno sapere che in barba al divieto del sindaco, hanno già provveduto a distribuire oltre centocinquanta pasti clandestini ai profughi in città.

Dall’altra parte, la Croce Rossa, che gestisce il campo Roja, comunica che oggi sono state distribuite 610 colazioni e ieri a pranzo 734 pasti. Insomma, un grande sforzo per cercare di assistere il crescente numero di migranti al confine, che in questa maniera (ci riferiamo all’episodio della scorsa notte) viene mal ripagato. Grazie al recente piano di alleggerimento voluto dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, che prevede l’espulsione coatta di tutti quegli stranieri respinti dalle autorità francesi, la situazione resta al momento sotto controllo, ma ai nuovi sbarchi in Sicilia, corrispondono sempre nuovi arrivi a Ventimiglia. Senza dimenticare che molti dei migranti portati nei Centri di Identificazione ed Espulsione, spesso si allontanano per tornare alla frontiera con la Francia e tentare un nuovo balzo oltreconfine.

 

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