Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione c’è chi si frega le mani dalla contentezza. Finalmente potrà sciacallare e guadagnare voti, consensi, popolarità o miseri mi piace su Facebook grazie a polemiche che stuzzicano gli istinti più bassi della popolazione.

L’ultimo esempio è quello di un uomo di chiesa, evidentemente non troppo vicino ai principi e alle idee che puntualmente espresse da Papa Francesco. “Adesso è il momento, vista la tragedia del terremoto di mettere gli sfollati nelle strutture e i migranti sotto le tende …. Vedremo”  ha scritto il parroco di Boissano don Cesare Donati su Facebook. (QUI LA VICENDA CHE LO RIGUARDA DELLA STORIA D’AMORE CON UNA DONNA DI 10 ANNI PIU’ GIOVANE). Non è il primo a chiedere un simile provvedimento e non sarà certo l’ultimo. Anche Salvini ha dichiarato in passato che i profughi negli hotel di lusso e gli italiani nelle roulotte sono uno scandalo. Ma perché si tratta spesso (non ce la sentiamo di escludere episodi anche gravi) soltanto di becero populismo? Abbiamo indagato ed ecco le tre principali ragioni.

1. I TERREMOTATI VANNO GIA’ NEGLI HOTEL –  I terremotati negli hotel ci vanno già quando possibile. E anzi, grazie proprio a questo business gli albergatori sono stati lautamente pagati in passato, incassando cifre che in altri periodi riuscivano a raccogliere soltanto in diverse stagioni. Se sarà necessario anche stavolta i terremotati verranno ospitati nelle strutture ricettive del centro Italia. Qualche albergatore ci ha lucrato anche troppo, come riportato qui.
2. I TERREMOTATI NEGLI HOTEL NON VOGLIONO ANDARCI – Il problema però è che gli hotel sicuri e funzionanti sono lontani dalle zone del sisma e per molti terremotati è un problema. A titolo esemplificativo vi riportiamo un brano dell’articolo del sito 6aprile.it. “Sono centinaia le persone che continuano a chiedere un posto in tenda nei 4 campi allestiti a Finale Emilia, uno dei Comuni piu’ colpiti dal terremoto di domenica, ma non c’e’ piu’ posto e tutti si rifiutano di andare negli alberghi messi a disposizione a Modena. “Sono troppo lontani – spiegano – e noi vogliamo restare vicino casa”. “Un posto in albergo? Non ci pensiamo proprio, vogliamo rimanere vicini alle nostre vite”.  

3. SAREBBE VERGOGNOSO SFRATTARE I MIGRANTI – Se anche non sussistessero le due obiezioni di cui sopra, e quindi non si fosse mai pensato agli hotel come sistemazione temporanea dei terremotati e la cosa fosse gradita da chi è rimasto senza casa, l’idea del parroco Cesare Donati e di tutti quelli che lo hanno acclamato come un genio è comunque folle. Invece di andare a individuare altri hotel, il parroco suggerisce di creare una tendopoli, poi andare a prendere i richiedenti asilo dai loro alberghi, sfrattarli per fare posto agli italiani e portare i migranti sotto le tende. Un gesto che non avrebbe nulla di umano e di caritatevole, che tradisce un disprezzo latente
Il punto è che si può benissimo pretendere che i terremotati siano trattati coi guanti, che gli sia garantito il meglio. E’ doveroso e nessuno al mondo si sogna di dire il contrario. Il problema sorge quando per appagare i proprio istinti più bassi si coglie l’occasione di una simile tragedia per vomitare odio nei confronti di persone non meno sfortunate dei terremotati. E’ troppo complicato chiedere che i terremotati, qualora lo desiderino, siano sistemati negli hotel, senza per questo sfrattare i poveri migranti che a volte di tragedie anche peggiori di un terremoto ne hanno vissute già abbastanza? 
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